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Il mito di Antigone

Il mito di Antigone

Il racconto del mito di Antigone è collegato alla nostra recensione della collana “Grandi Miti Greci”, Volume 10: Antigone – La ragione di Stato.

Sorella di Ismene, Eteocle e Polinice, era nata come loro dall’unione incestuosa tra Edipo e la madre di questi, Giocasta. Accompagnò suo padre debole e cieco nella miseria del lungo pellegrinaggio con cui cercava di espiare i suoi delitti e rimase con lui finché non scomparve nel bosco di Colono. Allora tornò a Tebe, su cui regnava suo zio Creonte. Qui le toccò di assistere al sanguinoso conflitto tra i suoi due fratelli: Eteocle, che difendeva la città, e Polinice, che l’assaliva, aiutato dai suoi amici. I due fratelli si uccisero reciprocamente. Creonte ordinò che Eteocle fosse sepolto con ogni onore, e Polinice, l’aggressore, rimanesse insepolto. Antigone non volle ubbidire a questo decreto, che andava contro le leggi della religione e della pietà; cosparse allora il corpo del fratello con una simbolica manciata di polvere. Creonte quindi la murò viva. Ne seguì la rovina di tutto il casato: Antigone si impiccò; il figlio di Creonte, Emone, suo promesso sposo, si uccise; la madre di Emone non resse al dolore e morì. A Creonte, responsabile di questo massacro, non rimase che suicidarsi.

Antigone è anche il personaggio principale della tragedia Antigone di Sofocle, rappresentata per la prima volta ad Atene alle Grandi Dionisie del 442 a.C. Ecco la trama dell’opera di Sofocle. All’indomani della reciproca morte di Eteocle e Polinice il nuovo re di Tebe, Creonte, ha ordinato che il primo, difensore della città, sia onorato della sepoltura; invece il corpo di Polinice sia abbandonato agli animali da preda. Antigone, loro sorella, trasgredisce l’ordine del re, pur sapendo che ciò potrebbe comportarle la morte, e onora della sepoltura il fratello. Arrestata, non mostra pentimento del proprio gesto, anzi si oppone fieramente a Creonte e al suo empio bando, per cui viene condannata a morte. Inutilmente Emone, figlio di Creonte e promesso sposo della fanciulla, tenta di far recedere il padre da quanto stabilito nel suo editto. Altrettanto vano risulta un analogo intervento del vate Tiresia. Infine, il coro riesce a far breccia nell’animo del re, ma troppo tardi. Infatti, egli si reca nella caverna dove la ragazza è rinchiusa e trova che ha anticipato la morte per fame, impiccandosi. Emone, folle di rabbia, tenta il parricidio, ma poi si suicida sul cadavere della promessa sposa Euridice, consorte del re, prostrata dal dolore, si uccide anch’essa.

L’Antigone pone in primo piano il contrasto tra Antigone e Creonte, tra legge naturale e legge umana, tra re e suddito, fra potere politico e cittadino, tra famiglia e stato. Le usanze tradizionali permettevano la sepoltura anche dei traditori, purché avvenisse fuori dalla città. Creonte si era, perciò, spinto oltre il limite della pena prescritta; tuttavia era nel potere del re emanare editti che implicassero l’obbligo di obbedienza da parte di tutti. L’atto di Creonte è un atto di tracotanza nei confronti degli dèi, rappresentati dall’indovino Tiresia, loro interprete, insultato dal sovrano come prezzolato e bugiardo. E una società fondata sul diritto, qual era il pubblico dell’Antigone, non poteva non giudicare l’atto di Creonte come una barbarie. Il comportamento di Antigone, che decide di violare le leggi umane in nome delle leggi del sangue, più antiche e sacre di quelle scritte, mette in discussione l’autorità di Creonte. Antigone è un personaggio dalla grande forza d’animo, che deriva dalla sua stessa esperienza di vita: Antigone appare, nell’antefatto del dramma, l’unico personaggio con il coraggio e la forza di accompagnarsi, fra umiliazioni e patimenti di ogni tipo, all’individuo più turpemente peccaminoso che avesse mai visto la luce del sole, eppure a lei padre e fratello, Edipo. Antigone ha visto morire i suoi fratelli, sua unica speranza. Per questi motivi non riesce a condividire i timori della sorella Ismene, né ad accettare le regole di un mondo fatto dagli uomini, l’Antigone «nata per condividere non l’odio, ma l’amore», l’Antigone che ritiene la morte solo un guadagno. Creonte necessita di punire la nipote Antigone, non può accettare la ribellione da parte dei suoi stessi familiari, perché ne va della sua credibilità di re e della sua inflessibilità in fatto di giustizia. Quella di Creonte è la ragion di stato dei sofisti, mirante esclusivamente all’utile – che Protagora individua come criterio di scelta. Una politica, quella di Creonte nell’Antigone, che Sofocle condanna e dà come perdente: sarà, infatti, Creonte lo sconfitto. Così, in ultima analisi, se si può affermare che Antigone sia un personaggio che rivela un certo sperimentalismo, Creonte, il cui nome in greco significa potentesignore, rimane simbolo di arroganza e strapotere.

Il piano dell’opera “Grandi Miti Greci” e recensioni agli altri volumi.

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Recensione: Antigone – La ragione di stato

Recensione: Antigone – La ragione di stato

“Io sono nata per amare, non per odiare.” 

Dal risvolto di copertina: “Erede di una terribile colpa – l’incesto del padre-fratello Edipo – Antigone è colei che ama eroicamente e che moltiplica i suoi volti nelle riscritture del mito, mostrandosi ora donna innamorata e adolescente inquieta, ora eroina della giustizia, ribelle e martire della ragion di Stato. Pensiamo ad Antigone come alla figlia pietosa e alla sorella devota delle tragedie di Sofocle, ma la ritroviamo soprattutto nelle vesti della paladina della libertà individuale contro tutte le forme di sopraffazione da parte di chi sta al potere. Da Stazio ad Alfieri, da Hölderlin a Hegel, da Brecht ai nostri giorni, Antigone non cessa di porre interrogativi, di natura etica, filosofica, politico-giudiziaria. D’Annunzio invoca la sua presenza in una lirica di Alcyone chiamandola “Antigone dall’anima di luce”, ed è così che la immaginiamo nel continuo rinnovarsi del suo destino. Chi si innamora di Antigone, diceva il poeta Shelley, non sarà mai soddisfatto di nessun altro legame mortale.”

Dall’introduzione di Giulio Guidorizzi: “Fu Sofocle a fare di Antigone quella che diventò poi nella cultura successiva: a partire dalla sua Antigone, infatti, questa ragazza appare come l’eroina che si ribella al tiranno e affronta la morte in nome della giustizia e della pietà. “Io non pensavo – grida a Creonte – che i tuoi decreti avessero il potere di consentire a un uomo di sovvertire le leggi inviolabili, non scritte, degli dèi, che vivono non da oggi né da ieri e nessuno sa quando apparvero.” Da una parte sta la legge della città, dall’altra quella della natura che gli dèi hanno dato agli uomini: un conflitto insanabile.”

Oltre alla narrazione del mito, il volume contiene anche approfondimenti sulla sua fortuna nel corso dei secoli, in tutte le forme artistiche: letteratura (con una ricca antologia di testi classici sul mito), pittura, teatro, cinema. Inoltre vi è una tavola genealogica, e un ricco apparato bibliografico e sitografico. Il volume su Antigone è curato da Sonia Macrì, professore di lingua e letteratura greca presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”. Qui gli ultimi volumi pubblicati.

L’intera collana di trenta volumi è a cura di Giulio Guidorizzi. Guidorizzi è grecista, traduttore, studioso di mitologia classica e antropologia del mondo antico. Ha scritto numerosi libri sulla mitologia. Noi vi consigliamo, per iniziare, il suo bellissimo Il mito greco (in due volumi, usciti nel 2009 e nel 2012). Qui una lista di suoi volumi sul mito greco.

Il racconto del mito di Antigone.
Il piano dell’opera “Grandi Miti Greci” e recensioni agli altri volumi.

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I grandi miti greci, ogni settimana con il Corriere della Sera

I grandi miti greci, ogni settimana con il Corriere della Sera
I grandi miti greci, ogni settimana con il Corriere della Sera

Vi segnaliamo che in edicola, ogni settimana al martedì, assieme al Corriere della Sera, vengono pubblicati degli agili libretti su un personaggio specifico della mitologia greca. Le uscite sono 30 e i protagonisti sono elencati più sotto. La presentazione ufficiale della collana: “Dalle avventure di Eracle alla tragedia di Antigone, dagli enigmi della Sfinge al giudizio di Paride: Corriere della Sera presenta Grandi miti greci, una collana di monografie dedicate agli eroi e agli dèi della mitologia ellenica, appositamente scritte da autorevoli docenti universitari con la curatela di Giulio Guidorizzi. In ogni libro, la ricostruzione del mito, gli autori e le opere che nei secoli se ne sono occupati, una sezione antologica con i testi più rappresentativi e utili apparati critici. Immergiti in un mondo di storie antiche quanto la cultura occidentale, imprese intramontabili e personaggi mitici che da più di due millenni nutrono il nostro immaginario. Le grandi storie sono eterne.”

Noi le stiamo leggendo e vale proprio la pena. In una prima sezione vi è il racconto e l’analisi del mito; in una seconda sezione vi sono gli sviluppi nell’arte del mito trattato: musica, quadri, libri, piéce teatrali ispirate dal mito vengono raccontate e commentate. In una terza sezione vi sono poi degli estratti della storia dalle opere più famose che ne hanno trattato. Una ricca bibliografia e sitografia completa ogni volumetto, che si legge in un paio di ore e lascia l’anima leggera e soddisfatta. Una lettura consigliata. Non è detto che traendo spunto da questa bella iniziativa non ci metteremo in futuro a recensire qualche volume o a fare delle entrate qua sul blog sui vari dèi, dee, eroi. Man mano che lo faremo, potete cliccare sui vari link.

Ogni volume ha un curatore diverso, che indicheremo nei vari post. L’intera collana di trenta volumi è a cura di Giulio Guidorizzi. Guidorizzi è grecista, traduttore, studioso di mitologia classica e antropologia del mondo antico. Ha scritto numerosi libri sulla mitologia. Noi vi consigliamo, per iniziare, il suo bellissimo Il mito greco (in due volumi, usciti nel 2009 e nel 2012).

Il piano dell’opera (ogni volume costa 7,90 Euro e li trovate sul sito del Corriere della Sera). ATTENZIONE: L’OFFERTA SUL SITO DEL CORRIERE È TERMINATA. TROVATE I VOLUMI NELL’EDIZIONE MONDADORI, CON UNA NUMERAZIONE DIVERSA, MA SONO GLI STESSI A QUESTO INDIRIZZO. (MARZO 2020)

  1. Edipo – Il gioco del destino
  2. Dioniso – L’esaltazione dello spirito
  3. Apollo – La divina bellezza
  4. Zeus – Le origini del mondo
  5. Arianna – Le insidie dell’amore
  6. Orfeo – La nascita della poesia
  7. Ulisse – Il viaggio della ragione
  8. Medea – La condizione femminile
  9. Prometeo – Il dono del fuoco
  10. Antigone – La ragione di stato
  11. Fedra – L’insana passione
  12. Ade e Persefone – Gli dèi degli inferi
  13. Enea – L’eroe di una nuova dinastia
  14. Circe – La seduzione e la magia
  15. Eracle – L’eroe più popolare
  16. Teseo – Lo stato e le donne
  17. Elena – La bellezza che genera la guerra
  18. Afrodite – La primavera dell’amore
  19. Achille – Il guerriero vulnerabile
  20. Narciso – La morte, lo specchio e l’amore
  21. Atena – La dea invincibile
  22. Poseidone – La forza del profondo
  23. Le sirene – Incanto e seduzione
  24. Ettore – L’eroe e la sua sposa
  25. Artemide – La natura selvaggia
  26. Giasone – La verità su un eroe
  27. Agamennone – Il re dei re
  28. Perseo – L’audacia dell’avventura
  29. Hermes – Il dio dell’astuzia
  30. Sisifo e i peccatori – I grandi peccatori

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