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Il mito di Hermes

Il mito di Hermes

Il racconto del mito di Hermes è collegato alla nostra recensione della collana “Grandi Miti Greci”, Volume 29: Hermes – Il dio dell’astuzia

Quando Hermes nacque sul monte Cillene, sua madre Maia lo avvolse nelle fasce e lo depose in un canestro, ma con sorprendente rapidità egli si trasformò in un ragazzine, e non appena la dea gli voltò le spalle balzò fuori dalla culla e andò in cerca di avventure. Giunto nella Pieria, dove Apollo custodiva una magnifica mandria di vacche, decise di rubarle. E affinché Apollo non lo acciuffasse seguendo le tracce degli animali, fabbricò alla svelta grandi babbucce con la corteccia di una quercia caduta e le legò agli zoccoli delle vacche con fili d’erba intrecciati; poi si allontanò nottetempo guidando la mandria lungo un sentiero. Apollo, il mattino dopo, si accorse del furto, ma il trucco di Hermes funzionò a meraviglia, e benché il dio si spingesse fino a Pilo a occidente, e fino a Onchesto a oriente alla ricerca delle sue bestie, fu costretto a dichiararsi vinto e offrì una ricompensa a chi gli consegnasse il ladro. Sileno e i suoi Satiri, allettati dal premio, si sparsero per tutta la regione con la speranza di acciuffare il malfattore, ma per qualche tempo i loro sforzi non approdarono a nulla. Alla fine, passando dall’Arcadia, un gruppo di Satiri fu colpito dal suono di una musica mai udita prima e la ninfa Cillene, dalla bocca di una caverna, disse che era nato un portentoso fanciullo, di cui essa era nutrice: egli si era costruito un ingegnoso balocco musicale col guscio di una tartaruga e interiora di vacca, e traendone una dolce musica aveva cullato sua madre fino a farla addormentare. «Dove ha trovato le interiora di vacca?» chiesero i Satiri improvvisamente interessati, notando due pelli stese a disseccare dinanzi alla grotta. «Volete forse accusare di furto questo piccolo innocente?» chiese Cillene; e tra la ninfa e i Satiri volarono parole grosse.

Sopraggiunse Apollo, che era riuscito a identificare il ladro dopo aver osservato con attenzione lo strano comportamento di un uccello dalle lunghe ali. Entrato nella grotta egli svegliò Maia e le disse con voce severa che Hermes doveva restituirgli la mandria. Maia indicò il fanciullo, ancora avvolto nelle fasce e che fingeva di dormire tranquillamente. «Le tue accuse sono assurde» gridò. Ma Apollo aveva già visto che le pelli appese a disseccare appartenevano a due delle sue bestie. Agguantò dunque Hermes, lo portò sull’Olimpo e lo accusò formalmente di furto, presentando come prova le pelli. Zeus cui ripugnava di credere che il suo figlioletto appena nato fosse un ladro, invitò Hermes a dichiararsi innocente, ma Apollo non si lasciò abbindolare ed Hermes, alla fine, cedette e confessò. «Vieni con me», disse ad Apollo, «e riavrai le tue bestie. Ne ho uccise soltanto due, tagliandole in dodici parti uguali da sacrificare ai dodici dei». «Dodici dei?» chiese Apollo stupito, «e chi sarebbe il dodicesimo?» «Il tuo servo, signore», replicò Hermes con finta modestia, «e ti assicuro che ho mangiato soltanto la mia parte, benché avessi una gran fame, bruciando sull’altare le altre undici». Quello fu il primo sacrificio cruento in onore degli dei. I due dei ritornarono sul monte Cillene dove Hermes salutò sua madre e andò a frugare sotto una pelle di capra per prendere qualcosa che aveva nascosto. «Che hai lì?» chiese Apollo. Per tutta risposta, Hermes gli mostrò la lira che aveva appena ricavata da un guscio di tartaruga, e suonò una melodia così bella, servendosi del plettro, e cantò una canzone così lusinghiera elogiando l’intelligenza, la nobiltà e la generosità di Apollo, che ottenne subito il perdono. Sempre suonando e cantando, Hermes guidò verso Pilo il deliziato Apollo e gli restituì la mandria che aveva nascosta in una grotta. «Facciamo un baratto», disse Apollo, «io ti lascio la mandria in cambio della lira». «D’accordo», rispose Hermes, e suggellarono il patto con una stretta di mano. Mentre le vacche pascolavano pigramente, Hermes tagliò una canna, ne fece uno zufolo da pastore e suonò un’altra melodia. E Apollo, di nuovo deliziato, gridò: «Facciamo un baratto! Tu mi dai lo zufolo e io ti do il bastone dorato che uso per radunare il bestiame; in futuro tu sarai il dio di tutti i mandriani e di tutti i pastori». «II mio zufolo vale più del tuo bastone», replicò Hermes, «ma accetto di fare il baratto se mi insegni l’arte augurale, che mi sembra molto utile». «Questo non lo posso fare», replicò Apollo, «ma se andrai dalle mie vecchie nutrici, le Trie che vivono sul Parnaso, esse ti insegneranno a leggere il futuro nei sassolini». Si strinsero di nuovo la mano e Apollo, riportato il fanciullo sull’Olimpo, raccontò a Zeus l’accaduto.

Zeus invitò Hermes a rispettare d’ora in poi la proprietà altrui e a non dire spudorate bugie; ma non poté trattenersi dal sorridere. «Mi pare che tu sia un piccolo dio molto ingegnoso, eloquente e persuasivo», disse. «E allora fa’ di me il tuo araldo, o Padre», rispose Hermes. «Io custodirò i beni divini e non dirò mai bugie, benché non possa promettere di dire sempre tutta la verità.» «Da te non me la potrei aspettare», rise Zeus, «ma i tuoi compiti non si limiteranno a questo. Dovrai presiedere alla stipulazione dei trattati, favorire i commerci e proteggere i viaggiatori su tutte le strade del mondo». Hermes accettò le condizioni e Zeus gli diede una verga da araldo adorna di bianchi nastri, che tutti avrebbero dovuto rispettare; un berretto rotondo che gli riparasse il capo dalla pioggia e aurei sandali alati che l’avrebbero portato dovunque con la rapidità del vento. Egli fu accolto con entusiasmo dalla famiglia degli dèi olimpi e insegnò loro ad accendere il fuoco facendo roteare rapidamente un bastoncino nella fessura di un ceppo.

In seguito, le Trie insegnarono a Hermes come predire il futuro osservando la disposizione dei sassolini in un catino pieno d’acqua, ed egli stesso inventò poi il gioco divinatorio degli astragali. Anche Ade si servì di lui come araldo, perché facilitasse il trapasso dei morenti in modo eloquente, e gentile, appoggiando sui loro occhi la sua verga d’oro. Hermes aiutò le tre Moire a comporre l’alfabeto, inventò l’astronomia, la scala musicale, l’arte del pugilato e della ginnastica, la bilancia e le misure di capacità (invenzione che altri attribuiscono a Palamede) e la coltivazione dell’olivo. Taluni ritengono che la lira inventata da Hermes avesse sette corde; altri che ne avesse soltanto tre, corrispondenti alle stagioni o quattro, corrispondenti alle quattro parti dell’anno, e che Apollo portò il loro numero a sette. Hermes ebbe molti figli, fra i quali ricordiamo Echione, l’araldo degli Argonauti; Autolico, il ladro; e Dafni, l’inventore della poesia bucolica. Codesto Dafni era un bel giovane siciliano e sua madre, una ninfa, lo abbandonò in un bosco d’allori sulla montagna di Era; ecco il perché del nome che gli fu dato dai pastori, suoi genitori adottivi. Pan gli insegnò a suonare lo zufolo; egli era il beniamino di Apollo e cacciava spesso in compagnia di Artemide, che gradiva il suono della sua musica. Dedicava gran cura alla sua mandria, che era della stessa stirpe della mandria di Elio. Una ninfa chiamata Nomia gli fece giurare di non esserle mai infedele, sotto pena di venire accecato; ma la rivale di Nomia, Chimera, riuscì a sedurre Dafni ubriaco, e Nomia lo accecò mettendo in atto la sua minaccia. Dafni si consolò per la perdita della vista suonando tristi canzoni, ma non sopravvisse a lungo. Hermes lo trasformò in una pietra che ancora si vede presso la città di Cefalenitano; e fece sgorgare a Siracusa una fontana che porta il nome di Dafni: colà ogni anno si offrono sacrifici.

ll mito di Hermes, riassunto dalla versione di Robert Graves ne “I Miti Greci”. Un libro pubblicato da numerose case editrici e che vi consigliamo caldamente. Qua trovate la nostra recensione al volume di Graves

Il piano dell’opera “Grandi Miti Greci” e recensioni agli altri volumi.

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Recensione: Hermes – Il dio dell’astuzia

Recensione: Hermes – Il dio dell’astuzia

“Nato il mattino, a mezzogiorno già suonava la cetra, e la sera rubò le vacche di Apollo arciere; il giorno in cui Maia lo partorì era il quarto del mese.” (Inno omerico a Hermes)

Dal risvolto di copertina: “Protettore dei viaggiatori, dei pastori e dei commercianti ma anche dei ladri, non ignaro della divinazione, guida delle anime dei morti negli Inferi. Hermes è conosciuto come messaggero degli dèi presso gli uomini. I greci gli attribuivano, oltre all’invenzione di strumenti musicali, l’ideazione di molte competizioni sportive e la pratica del pugilato. Egli nacque da Zeus e dalla ninfa Maia, una delle sette pleiadi figlie di Atlante, in una grotta del monte Cillene in Arcadia. Hermes è una divinità particolarmente vicina agli esseri umani, ed è non a caso il dio della parola e della mediazione: a lui infatti si riconnette etimologicamente l’ermeneutica, ossia l’arte dell’interpretazione, che permette di comprendere parole, scritti, pensieri e mentalità di culture anche lontane fra loro nel tempo e nello spazio. Almeno a partire dal V secolo a.C. incontrò grande fortuna nel mondo romano, dove conservò parte delle sue caratteristiche originarie, sebbene parzialmente adattate al forte senso dello stato che caratterizzò ben presto lo sviluppo di quello che sarebbe divenuto il più grande impero dell’antichità.”

Dall’introduzione di Giulio Guidorizzi: “Nella grande solarità delle divinità greche, Hermes è una creatura notturna. SI manifesta in particolare nell’ombra, e la sua natura è dunque essenzialmente lunare: nacque di notte in un luogo segreto (una caverna), è colui che conduce i sogni e guida le anime nell’Ade. È anche un divino imbroglione, dato che sotto il suo patronato si trovano il furto (anch’esso operazione notturna) e il guadagno, lecito o illecito, e si diverte a imbrogliare anche i suoi seguaci. Una simpatica canaglia, si potrebbe dire. SI tratta di un dio popolare, non aristocratico, a portata di tutti, come l’indiano Ganesh. Per i greci, prima di andare a dormire, l’ultima libagione era per Hermes perché conducesse sogni belli.”

Oltre alla narrazione del mito, il volume contiene anche approfondimenti sulla sua fortuna nel corso dei secoli, in tutte le forme artistiche: letteratura (con una ricca antologia di testi classici sul mito), pittura, teatro, cinema. Inoltre vi è una tavola genealogica, e un ricco apparato bibliografico e sitografico. Il volume su Hermes è curato da Giuseppe Lozza, professore di Lingua e letteratura greca presso l’Università degli Studi di Milano. Qui gli ultimi volumi pubblicati.

L’intera collana di trenta volumi è a cura di Giulio Guidorizzi. Guidorizzi è grecista, traduttore, studioso di mitologia classica e antropologia del mondo antico. Ha scritto numerosi libri sulla mitologia. Noi vi consigliamo, per iniziare, il suo bellissimo Il mito greco (in due volumi, usciti nel 2009 e nel 2012). Qui una lista di suoi volumi sul mito greco.

Il racconto del mito di Hermes
Il piano dell’opera “Grandi Miti Greci” e recensioni agli altri volumi.

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Recensione a “I Grandi Miti Greci”: siamo oltre la metà!

Recensione a “I Grandi Miti Greci”: siamo oltre la metà!

Care amiche e cari amici,

già da diverso tempo ci siamo prefissati di recensire la bella collana I Grandi Miti Greci, composta da trenta agili volumetti che introducono nuovi lettori, ma che sono allettanti anche per gli esperti, ai grandi protagonisti del mito greco (un po’ sottorappresentate le protagoniste femminili a dir la verità. Dieci titoli su trenta: si può fare meglio), e di recensirla fornendo in altri post un ricco apparato delle storie mitologiche trattate nei volumi. Settimana scorsa abbiamo concluso il sedicesimo volume: siamo oltre la metà. PER VOSTRA COMODITÀ TROVATE QUA SOTTO L’ELENCO DEI POST PUBBLICATI AD OGGI, CON TUTTI GLI APPROFONDIMENTI (circa una sessantina). BUONA LETTURA, AMICHE E AMICI! Noi intanto proseguiamo imperterriti nelle recensioni e negli approfondimenti!

La presentazione ufficiale della collana: “Dalle avventure di Eracle alla tragedia di Antigone, dagli enigmi della Sfinge al giudizio di Paride: vi presentiamo I Grandi Miti Greci, una collana di monografie dedicate agli eroi e agli dèi della mitologia ellenica, appositamente scritte da autorevoli docenti universitari con la curatela di Giulio Guidorizzi. In ogni libro, la ricostruzione del mito, gli autori e le opere che nei secoli se ne sono occupati, una sezione antologica con i testi più rappresentativi e utili apparati critici. Immergiti in un mondo di storie antiche quanto la cultura occidentale, imprese intramontabili e personaggi mitici che da più di due millenni nutrono il nostro immaginario. Le grandi storie sono eterne.”

Una lettura che vale proprio la pena. In una prima sezione vi è il racconto sintetico e l’analisi del mito; in una seconda sezione vi sono gli sviluppi nell’arte del mito trattato: musica, quadri, libri, piéce teatrali ispirate dal mito vengono raccontate e commentate. In una terza sezione vi sono poi degli estratti della storia dalle opere più famose che ne hanno parlato. Una ricca bibliografia e sitografia completa ogni volumetto, che si legge in un paio di ore e lascia l’anima leggera e soddisfatta. Una lettura consigliata. L’intera collana di trenta volumi è a cura di Giulio Guidorizzi. Guidorizzi è grecista, traduttore, studioso di mitologia classica e antropologia del mondo antico. Ha scritto numerosi libri sulla mitologia. Noi vi consigliamo, per iniziare, il suo bellissimo Il mito greco (in due volumi, usciti nel 2009 e nel 2012).

La collana è stata ripubblicata recentemente da Mondadori con una numerazione diversa, ma i volumi sono gli stessi. La trovate a questo indirizzo. Ecco la lista dei volumi recensiti (numerati) e gli approfondimenti stilati dalle vostre Muse (con il pallino).

  1. Edipo – Il gioco del destino
  2. Dioniso – L’esaltazione dello spirito
  3. Apollo – La divina bellezza
  4. Zeus – Le origini del mondo
  5. Arianna – Le insidie dell’amore
  6. Orfeo – La nascita della poesia
  7. Ulisse – Il viaggio della ragione
  8. Medea – La condizione femminile
  9. Prometeo – Il dono del fuoco
  10. Antigone – La ragione di stato
  11. Fedra – L’insana passione
  12. Ade e Persefone – Gli dèi degli inferi
  13. Enea – L’eroe di una nuova dinastia
  14. Circe – La seduzione e la magia
  15. Eracle – L’eroe più popolare
  16. Teseo – Lo stato e le donne

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I grandi miti greci, ogni settimana con il Corriere della Sera

I grandi miti greci, ogni settimana con il Corriere della Sera
I grandi miti greci, ogni settimana con il Corriere della Sera

Vi segnaliamo che in edicola, ogni settimana al martedì, assieme al Corriere della Sera, vengono pubblicati degli agili libretti su un personaggio specifico della mitologia greca. Le uscite sono 30 e i protagonisti sono elencati più sotto. La presentazione ufficiale della collana: “Dalle avventure di Eracle alla tragedia di Antigone, dagli enigmi della Sfinge al giudizio di Paride: Corriere della Sera presenta Grandi miti greci, una collana di monografie dedicate agli eroi e agli dèi della mitologia ellenica, appositamente scritte da autorevoli docenti universitari con la curatela di Giulio Guidorizzi. In ogni libro, la ricostruzione del mito, gli autori e le opere che nei secoli se ne sono occupati, una sezione antologica con i testi più rappresentativi e utili apparati critici. Immergiti in un mondo di storie antiche quanto la cultura occidentale, imprese intramontabili e personaggi mitici che da più di due millenni nutrono il nostro immaginario. Le grandi storie sono eterne.”

Noi le stiamo leggendo e vale proprio la pena. In una prima sezione vi è il racconto e l’analisi del mito; in una seconda sezione vi sono gli sviluppi nell’arte del mito trattato: musica, quadri, libri, piéce teatrali ispirate dal mito vengono raccontate e commentate. In una terza sezione vi sono poi degli estratti della storia dalle opere più famose che ne hanno trattato. Una ricca bibliografia e sitografia completa ogni volumetto, che si legge in un paio di ore e lascia l’anima leggera e soddisfatta. Una lettura consigliata. Non è detto che traendo spunto da questa bella iniziativa non ci metteremo in futuro a recensire qualche volume o a fare delle entrate qua sul blog sui vari dèi, dee, eroi. Man mano che lo faremo, potete cliccare sui vari link.

Ogni volume ha un curatore diverso, che indicheremo nei vari post. L’intera collana di trenta volumi è a cura di Giulio Guidorizzi. Guidorizzi è grecista, traduttore, studioso di mitologia classica e antropologia del mondo antico. Ha scritto numerosi libri sulla mitologia. Noi vi consigliamo, per iniziare, il suo bellissimo Il mito greco (in due volumi, usciti nel 2009 e nel 2012).

Il piano dell’opera (ogni volume costa 7,90 Euro e li trovate sul sito del Corriere della Sera). ATTENZIONE: L’OFFERTA SUL SITO DEL CORRIERE È TERMINATA. TROVATE I VOLUMI NELL’EDIZIONE MONDADORI, CON UNA NUMERAZIONE DIVERSA, MA SONO GLI STESSI A QUESTO INDIRIZZO. (MARZO 2020)

  1. Edipo – Il gioco del destino
  2. Dioniso – L’esaltazione dello spirito
  3. Apollo – La divina bellezza
  4. Zeus – Le origini del mondo
  5. Arianna – Le insidie dell’amore
  6. Orfeo – La nascita della poesia
  7. Ulisse – Il viaggio della ragione
  8. Medea – La condizione femminile
  9. Prometeo – Il dono del fuoco
  10. Antigone – La ragione di stato
  11. Fedra – L’insana passione
  12. Ade e Persefone – Gli dèi degli inferi
  13. Enea – L’eroe di una nuova dinastia
  14. Circe – La seduzione e la magia
  15. Eracle – L’eroe più popolare
  16. Teseo – Lo stato e le donne
  17. Elena – La bellezza che genera la guerra
  18. Afrodite – La primavera dell’amore
  19. Achille – Il guerriero vulnerabile
  20. Narciso – La morte, lo specchio e l’amore
  21. Atena – La dea invincibile
  22. Poseidone – La forza del profondo
  23. Le Sirene – Incanto e seduzione
  24. Ettore – L’eroe e la sua sposa
  25. Artemide – La natura selvaggia
  26. Giasone – La verità su un eroe
  27. Agamennone – Il re dei re
  28. Perseo – L’audacia dell’avventura
  29. Hermes – Il dio dell’astuzia
  30. Sisifo – I grandi peccatori
    • Il mito di Sisifo

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