Pinocchio e l’infanzia dell’uomo – Liberamente – mercoledì 27 febbraio 2019

Pinocchio e l’infanzia dell’uomo – Liberamente – mercoledì 27 febbraio 2019

Pinocchio e l’infanzia dell’uomo – Liberamente RSI RETE UNO – mercoledì 27 febbraio 2019

Carlo Collodi è il padre di uno dei libri più noti ed amati che siano mai stati dati alle stampe. Le avventure di PinocchioStoria di un burattino è apparso per la prima volta a puntate nel 1881 ma ancora oggi ogni anno si aggiungono versioni teatrali, cinematografiche e fumetti. Qual è dunque il segreto del suo immenso e secolare successo? Facendo un tuffo nella nostra infanzia andremo a zonzo nel Paese dei Balocchi, all’Osteria del Gambero Rosso o nel ventre del pesce-cane accompagnati dai nostri ospiti Andreas Barella, Dr. Phil. I all’università di Zurigo e studioso di mitologia comparata che parlerà del suo rapporto con la storia del burattino e dei rimandi archetipici all’Odissea, Laura di Corcia poetessa e giornalista, Maddalena Moccetti, libraia specializzata in letteratura per l’infanzia, il Professor Roberto Ritter, già ispettore scolastico e oggi responsabile della formazione docenti; al telefono raggiungeremo Piero Dorfles, giornalista e critico letterario autore di “Le palline di zucchero della Fata Turchina” per Garzanti. Trasmissione condotta da Rossana Maspero e Elizabeth CamozziPrima parte della trasmissioneSeconda parte della trasmissione.

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L’Odissea al Teatro dell’Oratorio a Balerna

L’Odissea al Teatro dell’Oratorio a Balerna

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Questa storia ci giunge dai tempi dell’ antica Grecia, dal grande poeta Omero. Gli antichi aedi per secoli l’hanno cantata prima che venisse scritta e giungesse fino a noi, con il nome di Odissea” Bimba Landmann da “L’incredibile viaggio di Ulisse

LA VOCE DELLE MUSE

IN COLLABORAZIONE CON L’ASSEMBLEA DEI GENITORI DI BALERNA PRESENTA

LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI ULISSE

Due incontri di narrazione con Andreas Barella, Elena Casabianca e Andrea Della Neve che raccontano ai bambini l’odissea di omero.

Mercoledì, 24 ottobre alle ore 15:30 – Il cavallo di Troia e la maga Circe …dove si narra di come dopo dieci anni di guerra, Ulisse costruisce un gigantesco cavallo di legno e con quello sconfigge i Troiani. e di come approda sull’isola della maga Circe e rischia di essere trasformato in un maialino.

Mercoledì, 21 novembre alle ore 15:30 – Il ciclope Polifemo e il ritorno a casa …dove si narra di come Ulisse scopre la grotta di Polifemo, un gigante con un solo occhio al centro della fronte e di come alla fine riesce a tornare alla sua amata isola di Itaca..

Luogo: oratorio di Balerna
Età: dai 6 anni
Costo: Fr. 10, compresa la merenda offerta dallAssociazione genitori
Durata: 1 ora circa + il tempo per la merenda
Iscrizione: obbligatoria telefonando o mandando un whatsapp allo  076 463 07 09 o scrivendo a info@lavocedellemuse.com

ULISSE E LE MUSE VI ASPETTANO A BALERNA!

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Mentoring: uno strumento antico ma sempre attuale – Appesi alla luna – domenica 7 ottobre 2018

Mentoring: uno strumento antico ma sempre attuale – Appesi alla luna – domenica 7 ottobre 2018

Tutti noi nella nostra crescita individuale, formativa e professionale abbiamo bisogno di maestri, di persone-guida, di modelli e di esempi che ci ispirano, di figure che ci spronano a scegliere la strada giusta da imboccare. Molte volte questo rapporto tra chi indica la via e chi la segue avviene spontaneamente, sui banchi di scuola, nell’attività sportiva o nelle prime esperienze lavorative quando si incrociano insegnanti, monitori o colleghi con esperienza che ci aiutano e ci trasmettono le loro conoscenze. Il mentoring riprende questo tipo di relazione e la formalizza, ritenendo questo rapporto tra maestro e apprendista molto efficace in ambito lavorativo, formativo e sociale. Vi spieghiamo come, con quali strumenti e con quali misure, e vi raccontiamo anche quanto è antica questa idea. Isabella Visetti e Giorgia Würth ne parlano con Andreas Barella (de La Voce delle Muse), che racconterà la storia di Mentore, la persona di esperienza a cui Ulisse in procinto di partire per la guerra di Troia affida il figlio di Telemaco. Inoltre Andreas narrerà di come la dea Atena assuma le spoglia di Mentore quando dovrà aiutare Ulisse e lo stesso Telemaco. Altre ospiti: Beatrice Engeler, formatrice e consulente di sviluppo di carriera, coordinatrice di mentoring BPW Ticino, Cristina Zanini Barzaghi, ingegnera, municipale a Lugano e mentor, Ilaria Besozzi, consulente in abito energetico e mentor, Monica Pugnaloni, specializzata in export in Asia e mentor. Ascolta la prima parte della trasmissione. Ascolta la seconda parte della trasmissione.

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Recensione: Dioniso – L’esaltazione dello spirito

Recensione: Dioniso – L’esaltazione dello spirito

Dioniso è e rimane il dio che porta l’uomo al di fuori di se stesso: è il dio delle danze estatiche durante le quali le sue fedeli, le Menadi, danzano fino a perdere la coscienza, entrano in trance e in quello stato sperimentano che nel loro corpo esiste qualcosa di possente e divino: l’estasi, l’ex-stasi (“via da quello che si conosce”) si manifesta dentro e intorno a loro. Dioniso non è però il dio che scatena la follia nelle persone, è un dio folle lui stesso. Il che vuole dire che in certe forme di pazzia è compresa l’estasi divina, vi è una manifestazione degli dèi. Quella di Dioniso è una follia sacra, che permette di dimenticare i dolori e uscire dal penoso limite che ogni essere umano vive: rinchiuso nel proprio corpo, nella propria mente, separato dagli altri esseri umani, dalla natura, dal divino.

L’altra via, oltre alle danze, alla follia manifestata tramite il corpo, che Dioniso offre agli esseri umani, è l’oblio causato dal vino, dall’inebriante bevanda da lui inventata. Se da una parte, quindi, è un dio che divide la società, dall’altra la unisce grazie all’opera civilizzatrice dell’addomesticamento della vite e della produzione del vino. Uscire dai propri schemi e poi ritornarvi: sembrano queste le caratteristiche di Dioniso, che trovano il loro culmine nell’altra invenzione ideata dal dio e donata agli esseri umani: il teatro.

Nel secondo volume della Collana Grandi Miti Greci del Corriere della sera, si narra il mito di Dioniso con le sue mille sfaccettature, e si fornisce molto materiale interessante a chi vuole approfondire il passaggio attraverso i secoli di questo “dio popolare” che non risiede sull’Olimpo, ma si mescola con noi umani. E che addirittura sposa un’umana: Arianna, abbandonata a Nasso da Teseo. Oltre alla narrazione del mito, il volume contiene infatti anche approfondimenti sulla fortuna del mito nel corso dei secoli, in tutte le forme artistiche: letteratura, pittura, teatro, cinema. Inoltre, vi è una tavola geneologica, e un ricco apparato bibliografico e sitografico. L’Autore del volume è Robero Mussapi: un poeta e drammaturgo, autore di saggi e di traduzioni da autori classici e contemporanei. Nato a Cuneo nel 1952, vive e lavora a Milano.

Breve introduzione al dio Dioniso
La narrazione del mito di Dioniso
Il piano dell’opera “Grandi Miti Greci” e recensioni agli altri volumi.

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Dioniso: breve introduzione

Dioniso: breve introduzione

Le Menadi danzano le melodie del dio Dioniso

Originariamente Dioniso fu un dio arcaico della vegetazione, legato alla linfa vitale che scorre nelle piante. In seguito fu identificato come dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi; venne quindi a rappresentare l’essenza del creato nel suo perenne e selvaggio fluire, lo spirito divino di una realtà smisurata, l’elemento primigenio del cosmo, l’irruzione spirituale della zoé greca, ossia l’esistenza intesa in senso assoluto, la frenetica corrente di vita che tutto pervade.

Dio “ibrido” dalla multiforme natura maschile e femminile, animalesca e divina, tragica e comica, Dioniso incarna, nel suo delirio mistico, la scintilla primordiale e istintuale presente in ogni essere vivente; che permane anche nell’uomo civilizzato come sua parte originaria e insopprimibile, e che può riemergere ed esplodere in maniera violenta se repressa e non elaborata correttamente.

Dioniso viene spesso rappresentato nelle arti come vestito di pelle di leopardo o pantera (pardalide), trionfante su di un carro assieme alla sua compagna Arianna, solitamente accompagnato da un corteo chiamato tiaso e composto dalle sue sacerdotesse (dette menadi o baccanti, donne in preda a frenesia estatica e invasate dal dio), bestie feroci, satiri e sileni. Care al dio erano le piante della vite (da cui il legame con il vino e la vendemmia) e all’edera (in particolare alcune specie di edera, contenenti sostanze psicotrope e che venivano lasciate macerare nel vino). Uno dei suoi attributi era infatti il sacro tirso, un bastone nodoso avvolto da edera e pampini e sormontato da una pigna; altro suo attributo è il kantharos, una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l’orlo.

Veniva identificato a Roma con il dio Bacco, con il Fufluns venerato dagli Etruschi e con la divinità italica Liber Pater, ed era soprannominato lysios, “colui che scioglie” l’uomo dai vincoli dell’identità personale per ricongiungerlo all’originarietà universale. Nei misteri eleusini veniva identificato con Iacco. Altro epiteto con cui veniva chiamato è Bromio, usato anche da Euripide ne Le Baccanti, da βρόμος, “fragore”, “fremito”, perché secondo il mito il dio era stato generato in mezzo ai fragori del tuono dalla madre Semele colpita dal fulmine, o perché l’ebbrezza del vino produce fremito e furore.

Strettamente legato alle origini del teatro, Dioniso è il dio della mitologia greca di maggior fortuna nella cultura contemporanea, in particolare nel Novecento, dopo che il filosofo Friedrich Nietzsche, nella Nascita della tragedia, ha creato la categoria estetica del dionisiaco – emblema delle forze naturali, vitalistiche e irrazionali – contrapponendola a quella dell’apollineo.

La narrazione del mito di Dioniso
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