Category Archives: Eneide

L’Eneide a LaFilanda di Mendrisio

L’Eneide a LaFilanda di Mendrisio

In occasione della proiezione dello sceneggiato Rai al Centro Culturale e Biblioteca LaFilanda di Mendrisio, vi elenchiamo tutti i post che nel corso degli anni abbiamo pubblicato inerenti l’Eneide di Virgilio. Buona lettura! Vi aspettiamo in Biblioteca per la visione delle rimanenti puntate, commentate da Andreas Barella!

L’Eneide – Introduzione
L’Eneide – Il pio Enea
L’Eneide – Quale versione leggere?
L’Eneide – Turno, il re guerriero
L’Eneide – Venere vs. Giunone
L’Eneide – Son pensieri in libertà
L’Eneide – Le vittime guerriere
Enea – L’eroe di una nuova dinastia
Il mito di Enea – Origini e Guerra di Troia – Parte 1 (di 3)
Il mito di Enea – Fuga da Troia, lungo viaggio per mare, il Lazio – Parte 2 (di 3)
Il mito di Enea – Riassunto scolastico dell’Eneide – Parte 3 (di 3)

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Eneide, l’epico viaggio da Troia al Lazio

Eneide, l’epico viaggio da Troia al Lazio

Il fascino delle storie mitologiche è intramontabile. Le imprese di eroi e semidei antichi sono fonte inesauribile di interpretazione che continuano a mostrare la loro sorprendente attualità. Il valoroso Enea è il protagonista delle proiezioni in programma il prossimo novembre.

Aveva riscosso un buon successo di pubblico la visione della la serie televisiva “Odissea”, diretta da Franco Rossi (1971) tenuta a LaFilanda agli inizi del 2020. Grazie ai sapienti commenti di Andreas Barella, Dr. phil. I, che aveva animato tutti gli incontri, era stato possibile riassaporare le gesta di Ulisse nelle ambientazioni e con gli effetti speciali del vecchio telefilm. Quest’anno è la volta della successiva pellicola “Eneide” (1974), la cui ricca ed esotica ambientazione spazia dall’Asia alla Grecia, dalla ex Jugoslavia all’Afghanistan, con descrizioni dell’Africa settentrionale, della Sicilia e dell’Italia. Protagonista è Enea, l’eroe greco che fugge dalla città in fiamme di Troia per navigare in lungo e in largo attraverso il Mediterraneo e approdare infine alla foce del Tevere, dove i suoi discendenti fonderanno la città di Roma. Benché già presente nell’Iliade di Omero, il prode troiano dello sceneggiato italiano è ispirato all’Eneide del poeta Virgilio. Questi, da buon cittadino romano, assemblando i racconti sparsi sui viaggi dell’eroe Enea, la sua vaga associazione con la fondazione di Roma e soprattutto le caratteristiche di un personaggio non ben definite, ma dalla grande devozione che incarna alla perfezione il concetto della pietas latina, ne trae un avvincente “mito di fondazione” per il nascente impero romano che si sta profilando sotto la guida del primo imperatore Cesare Augusto.

Quali le differenze e quali le somiglianze tra l’Odissea e l’Eneide? Perché queste opere continuano ad affascinarci? Con la consueta leggerezza e ironia, Andreas Barella accompagnerà la visione delle puntate con commenti, nozioni storiche e vari appunti, coinvolgendo anche il pubblico in questo avventuroso viaggio. Gli incontri si terranno il lunedì 8, 15, 22 e 29 novembre, dalle 19:00 alle 21:00

Comunicato stampa La Filanda Via Industria 5 CH-6850 Mendrisio +41 58 688 36 80 info@lafilanda.ch lafilanda.ch lunedì−domenica 9:00−21:00

Eneide: le vittime guerriere

Eneide: le vittime guerriere

Eurialo e Niso

Cosa hanno in comune Eurialo e Niso, Pallante figlio di Evandro, Lauso figlio di Mezenzio, la vergine Camilla e moltissimi altri personaggi minori dell’Eneide? Sono tutti ragazzi, giovanissimi guerrieri (anche Camilla!) che compaiono nella storia per ricordarci il dolore e la tragicità della guerra. Non si tratta più di nomi che appaiono per essere scolpiti sulle lapidi, personaggi fugaci presentati da Virgilio per farli cadere nella polvere e nella morte dopo pochi versi. Sono giovani vite che impariamo a conoscere, a veder sbocciare, ad apprezzare e che poi vediamo cadere e fuggire nell’Ade in mezzo al dolore di madri, padri e compagni. Non vale neppure la pena dire a che esercito appartengono: sono accumunati dal destino di vittime della furia guerresca. E la loro morte porta con sé il destino di intere dinastie: Evandro maledice la sua età e il fatto di essere già troppo vecchio per partecipare alla battaglia, condanna il fatto di aver mandato il figlio al suo posto. Mezenzio addirittura va a farsi uccidere volontariamente da Enea per non dover sopportare il dolore di sopravvivere al figlio. Questo atto lo trasforma ai nostri occhi: da infame re pieno di boria a padre disperato e pienamente umano. La follia della guerra non è mai così chiara come nel racconto di queste tragedie. Cortei funebri, tregue per seppellire i morti dall’una e dall’altra parte, pianti e grida di padri e di madri. I libri dell’Eneide che narrano di guerra sono sei, dal settimo al dodicesimo, l’esatta metà del poema. Alla fine, quando Enea conclude gli scontri uccidendo Turno, non si può che rimanere commossi da una parte e sconsolati dall’altra chiedendosi come si possa ancora credere che la guerra porti qualcosa di buono a un popolo. Personalmente dopo sei canti di macelleria umana ero nauseato…

Andreas Barella

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Eneide: son pensieri in libertà

Eneide: son pensieri in libertà

Un’amica mi scrive chiedendomi se le entrate sull’Eneide siano da intendere come un commento al testo poetico di Virgilio. In realtà sono pensieri in libertà, associazioni che mi sono annotato rileggendo il poema. Nulla che abbia la velleità del commento erudito al testo! Spunti di riflessione che spero stimolino una riflessione! Quindi: se siete d’accordo su qualcosa e leggendo vi nascono delle associazioni mentali, se volete aggiungere i vostri pensieri e commenti, se non siete d’accordo su qualcosa che ho scritto e volete dirlo: fatelo! Come al solito: quando si tratta di miti, di storie antiche, ogni associazione mentale è preziosa e foriera di nuovi significati. Non sprecatele! Lasciatele crescere e sbocciare. A presto! Andreas Barella

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Eneide: Venere vs Giunone

Eneide: Venere vs Giunone

La dea Giunone (“Era” per i greci)

Le due dee che si confrontano e scontrano nell’Eneide sono Giunone, moglie di Giove e acerrima nemica dei Troiani e Venere, dea della bellezza e dell’amore, madre di Enea. La scena che mi piace portare alla vostra attenzione è quella in cui Venere convince Vulcano, suo marito, a forgiare delle armi divine per il figlio Enea. L’episodio si situa nel libro VIII, dal verso 370 in avanti. Venere seduce Vulcano in una scena divertente ed erotica allo stesso momento, promettendo gioie amorose con tono languido mentre chiede l’aiuto del marito. Imperdibile! Per il resto Venere si presenta nell’Eneide come una madre premurosa. Segue il figlio, lo protegge (come già nell’Iliade), lo illumina nelle situazioni difficili. Addirittura ad un certo punto dice a Giove: se hai deciso di far morire Enea, fai pure. Ma lasciami suo figlio, Ascanio-Iulo, di cui mi occuperò personalmente. Venere è una madre della vita, la Madre che prosegue nelle generazioni, che si prende cura del futuro nella forma dei figli. Giunone è schiava del ruolo affibbiatole dai Greci, quando ancora si chiamava Era: donna gelosa e rancorosa, tramatrice di inganni. Si dice che questo ruolo (oltre a quello di moglie tradita e gelosa del padre degli dei, Zeus) le sia stato attribuito nel passaggio dal matriarcato a quello del patriarcato, trasformandola da Grande Dea Madre a Moglie del Padre e togliendole quel potere misterioso e indistinto che la caratterizzava. Nell’Eneide troviamo solo questo aspetto di donna ferita e incattivita, decisa a opporsi al volere dei fati (un po’ come Poseidone nell’Odissea con il suo contrapporsi al ritorno a Itaca di Ulisse). Peccato, perché l’autorevolezza femminile che emana da questa dea si percepisce anche così, e rimane un potenziale inespresso. Potere sommerso e ribollente.

Andreas Barella

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