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Recensione radiofonica a “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot

Recensione radiofonica a “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot

Buongiorno care amiche e cari amici de “La Voce delle Muse”! A vostra disposizione la registrazione della presentazione radiofonica de “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot.

Andreas Barella, curatore del volume, a RETE UNO della Radio Svizzera di Lingua Italiana, ospite di Sarah Tognola a MILLEVOCI. L’eroe che abbiamo sempre sognato di essere. C’è un modello che guida la struttura di tutti i racconti, nel mito, nelle fiabe, nei sogni, nei film. Questo schema narrativo è conosciuto come il “Viaggio dell’Eroe”. Fondamentalmente la storia dell’eroe rimane sempre un viaggio: un Eroe si allontana dal suo abituale ambiente familiare per avventurarsi nell’ignoto che lo mette alla prova. Un viaggio lontano verso un luogo reale (un labirinto, una foresta,…) oppure un posto nuovo che diventa teatro del conflitto, con forze nemiche o demoni che testano le sue abilità. In ogni storia l’Eroe cresce e cambia compiendo un cammino: dalla disperazione alla speranza, dalla debolezza alla forza, dalla follia alla saggezza. Il viaggio dell’Eroe è un tema che attrae e appartiene alle culture di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Andreas Barella è autore della traduzione de “Il viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot (1931-2010), considerato un pioniere della psicologia umanistica e una delle voci più innovative nel panorama psicologico- esperienziale americano e mondiale.

Qui potete ascoltare la trasmissione completa
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Il primo capitolo de “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot

Il primo capitolo de “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot

In esclusiva e con il permesso della Casa Editrice Ericlea, che ringraziamo, vi mettiamo qua un estratto dal primo capitolo de “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot.

CAPITOLO 1 – IL VIAGGIO DELL’EROE – PAUL REBILLOT – ©2015 COPYRIGHT CASA EDITRICE ERICLEA

Quando iniziai a sviluppare il materiale che sarebbe divenuto il Viaggio dell’Eroe, il primo passo fu quello di individuare una struttura, un filo conduttore sul quale imbastire il rituale teatrale. Fui fortunato: incontrai il classico L’eroe dai mille volti di Joseph Campbell. Il libro descriveva proprio la struttura che stavo cercando, esemplificata tramite il mito dell’Eroe. Campbell aveva scoperto che tutti i riti di iniziazione possedevano la stessa configurazione: separazione dal vecchio modo di agire, dalla comunità o dal gruppo, iniziazione o movimento verso il nuovo livello, e infine ritorno nel gruppo con il dono ricevuto durante il viaggio. Utilizzando la traccia di questo mito monografico dell’Eroe, costruii un procedimento che guidasse le persone attraverso l’archetipo della trasformazione così da poterlo applicare alle loro vite. Facendo l’esperienza della configurazione del Viaggio dell’Eroe, molte persone si sono accorte di aver appreso il modello della trasformazione: quando inevitabilmente le loro vite cambiano, non si spaventano più. Sanno che il cambiamento seguirà una certa sequenza. Hanno la mappa.

Prima di cominciare il nostro viaggio, vorrei consegnarvi questa mappa. Vi mostrerà il percorso che dovrete attraversare e i personaggi che diverrete.

Breve mappa del territorio Il personaggio principale della nostra rappresentazione è, naturalmente, l’Eroe. Chi è un Eroe? Per me questa breve poesia, scritta da una donna di novantaquattro anni, cattura l’essenza dell’essere eroico, il “senso di seguire” un richiamo quando questo arriva.

Something soft and gentle
Glides through your fingers
And it seems to grab your hand and lead you
On to something greater
If you only had the sense to follow it.[1]

L’Eroe non è né una figura arcaica del periodo patriarcale né un’immagine strettamente maschile; si tratta di un aspetto della natura umana, l’aspetto che sente il richiamo del sé profondo e vi risponde. Uso il termine “eroe” sia per le donne che per gli uomini, perché considero “eroina” un termine diminutivo e poco dignitoso. L’Eroe rappresenta il potenziale di seguire l’impulso verso qualcosa di migliore, il potenziale insito in ogni essere umano.

La storia del Viaggio dell’Eroe segue una struttura fissa. L’Eroe, come già detto, è qualcuno che sente il richiamo dell’avventura e lo segue. Di solito questa persona, femmina o maschio, è più o meno ben inserita nel suo ambiente socioculturale, ma aspira e ha un’inclinazione verso un’ulteriore evoluzione. A un certo punto questa inclinazione si intensifica e diviene l’esperienza di un richiamo. Questo richiamo può venire dall’esterno sotto forma di un invito o di un suggerimento da parte di qualcuno, come quando Gesù chiamò i suoi discepoli: “Lasciate tutto e seguitemi”; oppure può nascere da una voce interiore, come quando il principe Siddhartha, osservando la sofferenza della vita, si sentì obbligato ad abbandonare il suo palazzo e andare alla ricerca della saggezza e della calma interiore. In tutti e due i casi il richiamo dice: “Nella tua vita ci potrebbe essere più ricchezza di quella che stai vivendo ora”. Da qualsiasi direzione arrivi, il richiamo penetra profondamente nel sé, e lì rimane fino a quando viene personificato dall’Eroe oppure soppresso dalla vita di tutti i giorni.

Il richiamo fa scattare il primo livello di resistenza: la vita quotidiana concorre a creare e mantenere lo status quo, per esempio il proprio lavoro, la propria casa, le proprie responsabilità, il proprio modo di stabilire le relazioni con le altre persone. L’Eroe deve riconoscere queste resistenze e confrontarsi con esse prima di poter cominciare il viaggio. Nel procedimento del Viaggio dell’Eroe, scopriamo la natura del nostro richiamo attraverso gli esercizi della Terra d’Origine.

Man mano che l’eroe procede per la sua strada, appaiono degli aiutanti, persone che lo incoraggiano, guide o amici che segnalano i punti pericolosi. Uno Spirito Guida dona all’eroe uno Strumento di Potere da usare nelle battaglie che dovranno essere combattute e nelle prove che dovranno essere superate. Per esempio, Re Artù riceve una spada da Merlino, Atena dà a Perseo il suo scudo, Cenerentola riceve il suo stupendo vestito e la carrozza dalla fata madrina. Durante il viaggio sceglieremo il nostro Spirito Guida e scopriremo il nostro Strumento di Potere.

Una volta armato, l’Eroe si dirige verso il punto del non ritorno, la Soglia dell’Avventura. Di solito essa si presenta come un cancello, come l’imbocco di una caverna, l’inizio di una foresta – il passaggio verso un altro mondo. Qui l’Eroe incontra un drago, il guardiano di un castello, un cane con tre teste – insomma una sentinella che gli nega l’accesso. La sentinella è il secondo livello di resistenza, e rappresenta tutte le forze interiori di auto-sabotaggio. Nel Viaggio dell’Eroe, questo guardiano è chiamato Demone della Resistenza.

L’Eroe e il Demone mettono in scena un Confronto, che continua fino a quando non si raggiunge una risoluzione. Il Demone non muore, viene reintegrato nell’Eroe. A questo punto l’Eroe, a volte accompagnato dal Demone trasformato, si addentra nel Mysterium, un misterioso mondo interiore.

Il Mysterium è un posto straordinario, una foresta incantata di meraviglie soprannaturali. L’Eroe continua il suo percorso, incontrando cose nuove e fuori del comune. Ma ora, armato del suo Strumento di Potere e conscio del sapere acquisito durante il Confronto, si sente pronto per affrontare qualsiasi situazione. Ben presto l’Eroe dovrà passare attraverso la Prova Suprema, una lotta colossale con la sua paura più profonda.

Alla fine, dopo essere sopravvissuto alla Prova Suprema, l’Eroe si è meritato il Premio per il suo viaggio. Potrebbe trattarsi del Santo Graal, di un tesoro, o del matrimonio interiore: qualsiasi cosa l’Eroe stesse cercando. Questo è il regalo di vita che giunge dopo la lunga notte di morte; la medicina con cui l’Eroe ritorna a casa. Gli aspetti magici del Mysterium sono lasciati dietro alle spalle quando l’Eroe attraversa di nuovo la soglia, ma la coscienza e la pienezza del viaggio rimangono per migliorare o cambiare la situazione a casa. Con il Ritorno alla vita quotidiana, il Viaggio è completo.

I livelli del Viaggio dell’Eroe. Il Viaggio dell’Eroe si svolge a diversi livelli:

Il livello rituale: si tratta della cornice spirituale, rinforzata dal Rituale della Vestale e dal cantare le rom.
Il livello teatrale: si tratta della storia mitologica o archetipica dell’Eroe, della quale abbiamo già parlato.
Il livello della Danza del Vuoto Fertile: questa meditazione in movimento permette ai partecipanti di superare la soglia che separa il rituale dal teatrale grazie alle ricapitolazione, fisica e per mezzo dell’immaginazione guidata, del loro viaggio.[2]
Il livello biografico: la nostra psicologia individuale, che prende corpo dalla nostra storia personale.
Il livello didattico: la spiegazione teorica del procedimento, attraverso la quale la guida cerca di spiegare ai partecipanti, nel modo più chiaro possibile, quello che viene fatto.
Il livello pratico: l’organizzazione del procedimento e le esigenze del vivere quotidiano (o, nel caso dell’organizzazione di gruppi, le esigenze d’orario del luogo che ospita il seminario e i limiti dovuti alla struttura).

©2015, COPYRIGHT CASA EDITRICE ERICLEA

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[1] “Qualcosa di morbido e delicato/Scivola tra le tue dita/E sembra prenderti per mano e guidarti/Verso qualcosa di più grande/Se solo tu sentissi il desiderio d seguirla”. Nadya Catalfano, in Kennet Koch, I Never Told Anybody: Teaching Poetry Writing in a Nursing Home. New York: Random House, 1977.
[2] In inglese “Fool’s Dance,” dal personaggio della carta numero zero dei tarocchi: “il Matto”. La traduzione “Danza del Matto” o “Danza del Folle” non ci è però sembrata convincente. (NdT)

Recensione a “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot

Recensione a “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot

Permettetemi un po’ di auto-celebrazione: sono fiero ed orgoglioso di presentarvi la recensione del libro di Paul Rebillot “Il Viaggio dell’Eroe” in quanto ho curato l’edizione italiana del volume. Ho lavorato per dieci anni con Paul come co-conduttore dei suoi corsi, e la pubblicazione del suo libro, besteller in america e già tradotto in francese e in tedesco, è stato un momento entusiasmante.

In questo libro trovate, per la prima volta in italiano, la descrizione puntuale e passo dopo passo di questo straordinario viaggio, deliziosamente architettato e affinato da Paul Rebillot nel corso di 40 anni di sapiente lavoro. Io ho avuto l’onore di condurre il seminario, assieme a Rebillot e da solo, per decine di volte e ogni volta ho vissuto, assieme alle e ai partecipanti, delle esperienze memorabili.

Per tornare al seminario: dal 1973 quando Paul Rebillot ha presentato “Il Viaggio dell’Eroe” a Esalen in California, il workshop ha affascinato migliaia di persone in tutto il mondo. Il punto di partenza è quello di ascoltare il richiamo dell’avventura, quella voce che dal profondo dei nostri sogni ci sussurra che nella nostra esistenza ci potrebbero essere più ricchezza spirituale e bellezza di quella che stiamo vivendo. Il seminario, e il libro, offrono la possibilità di rispondere con entusiasmo a questo richiamo. Insomma, leggendo il libro preparatevi a diventare l’Eroe che avete sempre sognato di essere!

Il libro prende spunto dalle scoperte teoriche di Joseph Campbell, studioso di mitologia comparata che ha ispirato George Lucas per la sua saga di “Guerre Stellari”. Paul Rebillot descrive un allegro viaggio nella fantasia eroica di ognuno di noi. Durante la lettura, ogni lettore va alla scoperta del proprio luogo d’origine per poi descrivere il proprio ideale di vita e partire per un Viaggio avventuroso. Durante questo viaggio conoscerà alleati e aiutanti magici, incontrerà alcune prove che dovrà superare, si confronterà con la fonte delle proprie resistenze. Alla fine avrà la possibilità di ricevere un dono che lo aiuterà nella realizzazione dei propri sogni. Il Viaggio dell’Eroe è un manuale pratico che guida il lettore in un viaggio di scoperta personale. Il percorso è quello dell’avventura mitologica. Si tratta di un libro che offre speranza e aiuta le persone a stabilire con precisione i risultati che vogliono ottenere. Inoltre, le aiuta a comprendere meglio i meccanismi che mettono in atto per auto-sabotarsi: perché spesso abbiamo in mente dei risultati ma poi non abbiamo la forza e la volontà di perseguirli fino in fondo? Usando questo libro come una guida, il lettore può scoprire una maggiore coerenza con se stesso e con i propri scopi di vita.

Una nota curiosa del lavoro di editing: naturalmente il termine “eroe” del titolo, al maschile, si rivolge sia agli uomini sia alle donne. “Eroina”, il femminile di “eroe” però non ci piaceva, sia perché si tratta di un diminutivo, sia perché ricorda la sostanza stupefacente, per cui abbiamo optato per la versione maschile. Notate però che “eroe” proviene etimologicamente dalla dea Era, la moglie di Zeus. “Eroe” significa “servitore e sacerdote” di Era. Per cui, anche se si tratta di un termine maschile, la radice è profondamente femminile. Come il sé eroico: maschile e femminile assieme. (Andreas Barella)

Paul Rebillot, con Melissa Kay. 1993.  Il Viaggio dell’Eroe.  Mendrisio: Ericlea, 2015.  280 pagine, 20 Euro. Con una prefazione di Stanislav Grof.

Leggi il primo capitolo del libro “Il Viaggio dell’Eroe” di Paul Rebillot. Per gentile concessione della Casa Editrice Ericlea
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Chi è Paul Rebillot

Chi è Paul Rebillot

Paul Rebillot con Andreas Barella (de “La Voce delle Muse”)

Una delle basi teoriche de La Voce delle Muse è fornita dal lavoro del terapeuta americano Paul Rebillot. Per questo vi mettiamo qua la sua biografia. In basso trovate il link alla recensione del suo libro “Il Viaggio dell’Eroe”  e altri link interessanti. In esclusiva pubblicheremo un estratto del primo capitolo del libro.

Paul Rebillot (1931-2010) è considerato un pioniere della psicologia umanistica, e una delle più innovative voci nel panorama psicologico-esperienziale americano e mondiale. Nato a Detroit, è stato insegnante di teatro alla Stanford University di San Francisco. Nei primi anni 70 si specializza in conduzione di gruppi e in terapia della Gestalt allo Esalen Institute di Big Sur con John Lilly, Stanislav Grof, Dick Price e Will Schutz. L’incontro e il lavoro con Joseph Campbell spingono Rebillot a sviluppare dei moderni riti di passaggio che uniscano lo spirito catartico e curativo dell’antica tragedia greca con il bisogno di significato archetipico della società contemporanea.

Conosciuto negli Stati Uniti come l’erede di Joseph Campbell, nel 1974 sbarca in Europa con il Viaggio dell’Eroe, e per quasi quattro decenni lo propone con grande successo in numerose nazioni europee: Svizzera, Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Irlanda, Olanda, Austria.

Rebillot sviluppa altri seminari esperienziali tra i quali ricordiamo “Morte e Risurrezione”, “Il Viaggio degli amanti: alla ricerca della donna e dell’uomo interiore”, “Conosci la tua Ombra”. Nel 1988 fonda in Svizzera la School of Gestalt and Experiential Teaching nella quale si formano professionisti delle professioni d’aiuto che lo assistono nel suo peregrinare su e giù per l’Europa. Ritiratosi permanentemente nella sua casa di San Francisco nel 2008, Paul Rebillot muore circondato dagli amici più cari, nel 2010 all’età di 79 anni.

Qui potete leggere il primo capitolo de Il Viaggio dell’Eroe (per gentile concessione della Casa Editrice Ericlea)
Qui trovate la recensione al volume di Paul Rebillot: Il Viaggio dell’Eroe
Qui potete ascoltare la presentazione radiofonica de Il Viaggio dell’Eroe
La pagina Wikipedia su Paul Rebillot (in inglese)