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L’aldilà degli antichi

L’aldilà degli antichi

Odisseo cerca tre volte di abbracciare la madre nell’Ade

Buongiorno amiche e amici! Quest’oggi vogliamo segnalarvi questa interessante trasmissione della Rete Due della RSI in cui Letizia Bolzani intervista Silvia Romani che ci parla dei diversi modi in cui gli antichi immaginavano l’aldilà, in occasione del suo nuovo interessantissimo libro. Buon ascolto! E buona lettura!

Dalla presentazione della trasmissione: Orfeo prova, senza successo, a portarne fuori la moglie; Ulisse vi incontra la madre pur senza riuscire ad abbracciarla; Achille ne viene visitato dall’amico Patroclo, che è evanescente come un’ombra; Demetra deve lasciare che la figlia Persefone vi torni periodicamente; Enea chiede alla Sibilla la strada per giungere al cospetto del padre defunto: il mondo antico ci narra tante storie di affetti familiari che provano ad attraversare i misteriosi confini con il mondo dei trapassati. Un mondo dai molti nomi – Ade e Averno sono forse i più ricorrenti – e dai confini fluidi, un paesaggio lugubre oppure amorfo, oppure ancora ameno.

Riflettere sui modi con cui il pensiero greco e romano si è rappresentato l’aldilà ci aiuta a leggere più approfonditamente la filosofia antica, oltre a fornirci alcune chiavi per comprendere l’immaginario anche di noi contemporanei.

Ne parleremo in questa puntata con Silvia Romani, docente di Mitologia e Religioni del mondo classico all’Università Statale di Milano, che ha recentemente pubblicato, con Tommaso Braccini, il saggio “Una passeggiata nell’aldilà in compagnia degli antichi” (Einaudi).

Ecco la trasmissione

Le Muse a RETE UNO a parlare di Penelope, Ulisse e l’attesa.

Le Muse a RETE UNO a parlare di Penelope, Ulisse e l’attesa.

Martedì 5 dicembre 2017, Andreas Barella de La Voce delle Muse ospite di Sarah Tognola a MilleVoci su RETE UNO, In attesa. Dal comunicato stampa di presentazione: Avvento, dal latino “adventus” significa “venuta”, anche se nell’accezione più diffusa viene indicato come “attesa”, che nella sua etimologia allude al volgere l’animo a qualcuno o a qualche cosa. L’attesa fa parte della natura dell’uomo. Si aspetta una persona amata, un figlio, un traguardo, la realizzazione di un sogno, la fine di una sofferenza. Ma quanto conta il saper attendere, il lasciar maturare e crescere progetti, conoscenze, amicizie, amore? Che senso ha l’attesa oggi? Andreas Barella ne discute con Raffaella Stauble Venturini, divulgatrice di scienza dello spirito secondo Rudolf Steiner. Qui potete ascoltare la trasmissione.

Grazie mille alla Libreria al Ponte di Mendrisio

Grazie mille alla Libreria al Ponte di Mendrisio

Carlotta Moccetti della Squadra esterna intervista le Muse e le Libraie della Libreria al Ponte

Oggi pomeriggio, con la narrazione dell’episodio del Ciclope Polifemo, le Muse avrebbero dovuto portare a termine le prime tre parti dell’Odissea alla Libreria al Ponte a Mendrisio. Purtroppo l’influenza ha falcidiato i nostri giovani spettatori (buona guarigione a tutti voi!) e abbiamo deciso di rinviare a dopo le vacanze di Natale. Torneremo l’anno prossimo, verso la fine di gennaio per recuperare la narrazione del Ciclope e per narrare il ritorno di Ulisse a Itaca e i mille pericoli che lo attendono sulla sua isola, nella sua reggia. Per ora ci prendiamo le nostre meritate vacanze. Ma prima: GRAZIE MILLE CARE LIBRAIE DELLA LIBRERIA AL PONTE! Il lavoro con voi è sempre interessante, divertente e proficuo! Arrivederci all’anno prossimo!

LE MUSE (Elena, Andrea, Andreas)

PS: se siete incuriositi e volete sentire la puntata de “La Squadra Esterna” della RETE UNO, registrata proprio alla Libreria al Ponte in occasione della narrazione dell’incontro tra Ulisse e la Maga Circe, la trovate qui. BUON ASCOLTO!

Due saggi maestri: il Centauro Chirone e la Maga Circe

Due saggi maestri: il Centauro Chirone e la Maga Circe

La Voce delle Muse è spesso attiva nelle scuole con insegnanti e ragazzi (qui tutti i dettagli del nostro lavoro nelle scuole). Andreas Barella, una delle Muse, ha pubblicato qualche anno fa un volume sul lavoro scolastico con la mitologia. Il libro si intitola “Adolescenza, il Giardino Nascosto”. Eccone un estratto dedicato a tutti i docenti che ci leggono! Maggiori dettagli sul libro li trovate sul sito della Casa Editrice Ericlea, dove potete anche ordinare il volume.

I docenti e il loro ruolo mitologico – Nell’antichità l’educazione dei giovani di famiglia altolocata (ma spesso il mito situa in questa categoria le persone che hanno un valore intrinseco, interiore e psichico, e non solo quelle nate da un alto lignaggio) è affidato a persone di prestigio. Un esempio illustre è l’educazione di Achille. L’eroe della guerra di Troia, abbandonato dalla madre, viene affidato dal padre al centauro Chirone.

Altri personaggi sono altrettanto ricchi, per esempio il ruolo delle sacerdotesse della magia femminile che insegnano i loro segreti alle persone che amano (Medea con Giasone, Arianna con Teseo e soprattutto Circe con Ulisse), oppure i molti insegnamenti divini che gli esseri umani colgono come eccezionali occasioni di crescita.

Il centauro ha la peculiarità di occuparsi a tempo pieno della educazione dei giovani, è la sua attività principale. Per questo motivo Chirone è la prima figura mitologica che vorrei assurgere a simbolo del ruolo di docente all’interno del percorso di crescita degli adolescenti. La figura del centauro ha la ricchezza della ambivalenza di cui abbiamo parlato a lungo nei capitoli precedenti e che contraddistingue il mondo adolescenziale.

Chirone è una figura di natura doppia, a metà strada tra bestia ed essere umano. Il suo corpo è di cavallo, mentre il busto e la testa sono umani. Esso ha un temperamento selvaggio e aggressivo, ma sa dimostrarsi anche benevolo e ospitale. Un po’ come la nostra società dei consumi: sa essere aggressiva, ma sa anche come prendersi cura dei suoi membri. E come l’adolescenza ha questa capacità di essere una cosa e anche il suo esatto contrario. È uno straordinario maestro di caccia (colui che dà la morte) ma anche uno scienziato che conosce a menadito la medicina (colui che dona e mantiene la vita). Si tratta di un essere intermedio tra natura e cultura. È il più saggio e il più sapiente tra tutti i Centauri, ed è immortale. Il suo insegnamento è basato sulla musica, sull’arte della guerra e della caccia, sulla morale e sulla medicina.

Il centauro offre ai giovani a lui affidati ciò che nessun essere umano potrebbe dar loro: trasforma infanzia e adolescenza in un incantesimo silvestre che annulla qualsiasi distanza tra natura e cultura. Non insegna ai suoi allievi le complesse regole della caccia nelle selve, fa di loro, come Achille, dei corridori dei boschi che non si servono di trappole né di armi. Il centauro confonde le categorie e la sua scienza non viene trasmessa attraverso l’insegnamento, egli esercita sui fanciulli a lui affidati un’imposizione dei suoi doni che li trasforma mediante una sorta di modificazione strutturale della loro personalità. La storia del centauro costituisce una versione mitologica dell’iniziazione.

È proprio questo il primo augurio che porgo ai docenti: quello di essere partecipi come il centauro all’insegnamento che donano ai ragazzi. Sono naturalmente cosciente che la vita quotidiana dell’insegnamento è ricca di molti aspetti burocratici e strutturali che hanno la tendenza a soffocare la personalità degli insegnanti, ma perché non arricchire la propria visione di se stessi con queste immagini? Trasmetterli agli allievi, vivere la materia che si insegna e renderla squillante per i giovani è una sfida che dovrebbe sempre capeggiare nella mente e nella programmazione degli insegnanti. Perché è questo compito che rende vivi, nella mia esperienza, i docenti, la materia e gli allievi stessi.

Anche la maga Circe che compare nel Canto X dell’Odissea (e maga sta per sacerdotessa che conosce le arti segrete della natura) è una straordinaria insegnante. Il suo modo di istruire è diverso, almeno all’inizio, da quello di Chirone, in quanto per imparare da lei bisogna riconoscere il suo potere e la sua diversità, senza averne paura. Cosa che i marinai di Ulisse non riescono a fare, e vengono tramutati in porci. Ulisse, con l’aiuto di Ermes, diviene immune alla magia trasformativa di Circe e può, una volta tenutane a bada la pericolosità, impararne i segreti. Di nuovo, come con Chirone, si tratta di insegnamenti che vengono impartiti grazie all’esperienza, al vivere a stretto contatto l’una con l’altro e sono segreti e insegnamenti legati al mondo naturale e istintivo. In questo regno si imparano i segreti che permettono poi di vivere e regnare anche nel mondo della ragione.

È questo il grande segreto che i due prototipi degli insegnanti ci comunicano. Proprio con questa mentalità si può e si deve affrontare il lavoro di docente. La messa in scena rituale che andiamo a presentare nella seconda parte è un esempio di come sia possibile farlo. Lo svolgimento di questo tipo di attività può essere facilmente programmato all’interno delle ore scolastiche che le scuole medie riservano alla conoscenza e allo studio della mitologia. E che le scuole superiori dedicano allo studio della filosofia. Si tratta di un’ottima occasione per rendere naturali e vive le storie che lette nell’antologia scolastica suonano vecchie e noiose. È l’occasione per le docenti e i docenti di diventare un po’ Chirone e un po’ Circe e trasportare gli studenti da un mondo interamente fattuale e nozionistico in un mondo fatato, in un incantesimo che diminuisce le distanze tra mondo mentale, mondo emotivo e mondo fisico, ricreando quella atmosfera silvana e boschiva in cui Circe e Chirone formano i futuri Re, i futuri Eroi e le future Eroine, le future Maghe.

Tratto da: Andreas Barella, Adolescenza, il Giardino Nascosto, Ericlea, 2010. Maggiori dettagli sul libro e possibilità di ordinarlo in formato cartaceo o e-book.

Grazie mille alla Libreria Voltapagina di Lugano

Grazie mille alla Libreria Voltapagina di Lugano

La Voce delle Muse risuona forte e chiara nella Libreria Voltapagina di Lugano

…questo sabato, con la narrazione dell’episodio del Ciclope Polifemo, le Muse hanno portato a termine le prime tre parti dell’Odissea alla Libreria Voltapagina. NATURALMENTE torneremo l’anno prossimo, alla fine di gennaio per narrare il ritorno di Ulisse a Itaca e i mille pericoli che lo attendono sulla sua isola, nella sua reggia. Per ora ci prendiamo le nostre meritate vacanze. Ma prima: GRAZIE MILLE CARE LIBRAIE DEL VOLTAPAGINA! Il lavoro con voi è sempre interessante, divertente e proficuo! Arrivederci all’anno prossimo!

LE MUSE (Elena, Andrea, Andreas)

Tutte e tre assieme le indaffarate libraie non le troviamo mai… per cui ecco una seconda foto!