Author Archives: Musa

Crono e i suoi figli – La nascita degli dèi olimpici

Crono e i suoi figli – La nascita degli dèi olimpici

Rea consegna una pietra a Crono, che la inghiotte pensando si tratti di Zeus.

Andreas Barella, una delle Muse, ha parlato di questo mito all’interno della trasmissione radiofonica APPESI ALLA LUNA della Radio svizzera di lingua italiana. Potete ascoltare la trasmissione a questo link.

Crono, figlio della Madre Terra Gaia e di Urano, sposò sua sorella Rea. Ma era stato profetizzato sia dalla Madre Terra, sia da Urano morente, che uno dei figli di Crono l’avrebbe detronizzato. Ogni anno, dunque, egli divorava i figli generati da Rea: prima Estia, poi Demetra ed Era, poi Ade ed infine Poseidone. Rea era furibonda. Essa partorì Zeus, il suo terzo figlio maschio, a notte fonda, sul Monte Liceo in Arcadia, dove i corpi non proiettano ombra, e dopo averlo tuffato nel fiume Neda, lo affidò alla Madre Terra (la nonna di Zeus). Costei portò Zeus a Litto, in Creta, e lo nascose nella grotta Dittea sulla collina Egea. Là Zeus fu custodito dalla ninfa dei frassini Adrastea e da sua sorella Io, ambedue figlie di Melisseo, e dalla capra Amaltea. Il bimbo si cibava di miele e succhiava il latte di Amaltea in compagnia di Pan suo fratellastro. Zeus fu grato alle tre ninfe per la loro bontà e, quando divenne signore dell’universo, immortalò tra le stelle l’immagine di Amaltea, come costellazione del Capricorno. Prese poi in prestito una delle sue corna, tanto grandi che parevano corna di vacca, e la diede alle figlie di Melisseo: il corno divenne così la famosa Cornucopia, o corno dell’abbondanza, che trabocca di cibo e di bevande non appena lo si desideri. Ma altri dicono che Zeus fu allattato da una scrofa, che egli si divertiva a cavalcarla e che perdette il cordone ombelicale a Onfalio, presso Cnosso.

Attorno alla dorata culla di Zeus bambino, che era appesa ai rami di un albero affinché Crono non potesse trovare suo figlio ne in cielo né in terra né in mare, montavano la guardia, armati, i Cureti figli di Rea. Essi battevano le spade contro gli scudi e gridavano per coprire i vagiti del piccolo, perché Crono non potesse udirli nemmeno da lontano. Rea infatti, dopo il parto, aveva avvolto una pietra nelle fasce e l’aveva data a Crono, sul monte Taumasio, in Arcadia; Crono la inghiottì, convinto di divorare il suo figliolo Zeus. Col passare del tempo tuttavia, Crono cominciò a sospettare la verità e si mise a inseguire Zeus, che trasformò se stesso in serpente e le sue nutrici in orse: ecco perché brillano in cielo le costellazioni del Serpente e delle Orse.

Zeus crebbe tra i pastori dell’Ida, rifugiandosi in un’altra caverna; raggiunta la maturità si rivolse a Meti la Titanessa, che viveva presso il fiume Oceano, e Meti gli consigliò di recarsi da sua madre Rea e di chiedere che gli venisse affidato l’incarico di coppiere di Crono. Rea fu ben felice di aiutare il figlio a compiere vendetta; gli fornì dunque l’emetico che, secondo il consiglio di Meti, egli doveva mescolare alle bevande di Crono. Crono, dopo aver molto bevuto, vomitò dapprima la pietra, poi i fratelli e le sorelle maggiori di Zeus. Essi balzarono in piedi illesi e, in segno di gratitudine, chiesero a Zeus di guidarli nella guerra contro i Titani, che si erano scelti il gigantesco Atlante come capo. Infatti ormai Crono non era più nel fior dell’età.

La guerra durò dieci anni, ma infine la Madre Terra profetizzò la vittoria di suo nipote Zeus, se egli si fosse alleato a coloro che Crono aveva esiliato nel Tartaro. Zeus allora si avvicinò silenziosamente a Campe, la vecchia carceriera del Tartaro, la uccise, le tolse le chiavi e, dopo aver liberato i Ciclopi e i giganti centimani, li rianimò col cibo e le bevande degli dèi. I Ciclopi diedero a Zeus la folgore, arma invincibile; ad Ade un elmo che rende invisibile, e a Poseidone un tridente. I tre fratelli tennero poi un consiglio di guerra; Ade si introdusse segretamente nella dimora di Crono per rubargli le armi e, mentre Poseidone lo minacciava col tridente per sviare la sua attenzione, Zeus lo colpì con la folgore. I tre giganti centimani stritolarono sotto una pioggia di sassi i Titani superstiti e un improvviso urlo del dio Pan li mise in fuga. Gli dei si lanciarono all’inseguimento. Crono e tutti i Titani sconfitti, a eccezione di Atlante, furono esiliati nelle isole britanniche all’estremo occidente (oppure, come altri dicono, nel Tartaro) sotto la sorveglianza dei giganti centimani, e non turbarono più la pace dell’Ellade. Ad Atlante, come loro capo, fu riservata una punizione esemplare: doveva infatti sostenere sulle sue spalle il peso del cielo; ma le Titanesse furono risparmiate, per intercessione di Meti e di Rea.

Zeus stesso pose a Delfi la pietra vomitata da Crono e la pietra è ancora là, sempre unta d’olio e circondata da bioccoli di lana non tessuta.

Qui puoi leggere il mito di creazione (la storia di Gaia e Urano, tratta dalla Teogonia di Esiodo) in cui Crono ha una parte importante. TRA BREVE!

Cosa facciamo noi de La Voce delle Muse

L’Odissea raccontata alla Libreria Voltapagina a Lugano – Quarta parte

L’Odissea raccontata alla Libreria Voltapagina a Lugano – Quarta parte

“Questa storia ci giunge dai tempi dell’ antica Grecia, dal grande poeta Omero. Gli antichi aedi per secoli l’hanno cantata prima che venisse scritta e giungesse fino a noi, con il nome di Odissea” Bimba Landmann da “L’incredibile viaggio di Ulisse

 La Libreria Voltapagina propone LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI ULISSE

ciclo di quattro incontri di narrazione con La Voce delle Muse (Andreas Barella, Elena Casabianca e Andrea Della Neve) che raccontano ai bambini tre episodi tratti dall’Odissea. Siamo giunti quasi alla fine… Ulisse sta per tornare a casa. Quali sfide lo attendo sulla sua isola?

Quarto e ultimo incontro – Sabato, 24 febbraio 2018 alle ore 9.30 “Ulisse torna a Itaca”
….dove si narra di come Ulisse, persi tutti i suoi compagni, riesce a tornare a casa, alla sua amata isola di Itaca.
….di come la sua casa è invasa dai Proci, i pretendenti che vogliono sposare sua moglie pensando che Ulisse è ormai morto.
….di come Ulisse deve superare difficili prove e subire svariate umiliazioni prima di essere riconosciuto dalla moglie, dal figlio e dai sudditi.

Età: dai 6 anni
Costo: Fr. 15.–
Durata: 1 ora circa
Iscrizione obbligatoria telefonando allo 091 924.06 60

Scarica la locandina e spediscila ai tuoi amici!

Appesi alla Luna – L’Oro dell’Ombra – Crono e Rea

Appesi alla Luna – L’Oro dell’Ombra – Crono e Rea

L’Oro dell’Ombra – Appesi alla luna – lunedì 5 febbraio 2018 – In Peter Pan, Capitan Uncino cerca di rubare l’ombra di Peter per privarlo dei suoi poteri magici. Nella psicoanalisi l’ombra è vista come il ricettacolo di tutta la spazzatura sociale e psichica che non siamo in grado di accettare nella nostra vita. Nel salotto di Rete Uno si andrà però alla scoperta, in modo leggero e divertente, di uno dei concetti più affascinanti delle teorie psicologiche moderne e ci confronteremo con le seguenti domande: l’ombra è sempre e solo oscura? Oppure può anche essere fonte di sorprese positive? Quando si manifesta nelle nostre vite? Qual è per voi la luce che la vostra ombra vi impedisce di vedere? E come la esplorate? Andreas Barella de La Voce delle Muse, ospite di Isabella Visetti coadiuvata da Vanni Slepoi, ne parla con Sara Haeuptli Nguyen, coach e counselor. Andreas presenterà il mito di Crono e Rea, del passaggio dall’età dell’oro al mondo scandito dal tempo e dai ritmi biologici per raccontare cosa finisce nell’Ombra. Oltre a fornire esempi su come scoprire la potenza creativa dell’Oro dell’Ombra.  Prima parte della trasmissione. Seconda parte della trasmissione.

Vuoi saperne di più?
Qui trovi il mito di Crono e Rea
Qui trovi il mito di Gaia e Urano, la nascita del mondo secondo Esiodo. TRA BREVE

Cosa facciamo noi de La Voce delle Muse

Il CICLOPE POLIFEMO arriva a Mendrisio

Il CICLOPE POLIFEMO arriva a Mendrisio

Cari bambini, cari genitori,

LE MUSE SON TORNATE! Come promesso, continuiamo la narrazione dell’Odissea… con un racconto che necessita dei bambini più coraggiosi del mondo antico e moderno… narreremo infatti del tremendo Ciclope Polifemo e del suo incontro con Ulisse e i suoi uomini. Ecco i dettagli:

LIBRERIA AL PONTE MENDRISIO – 
Mercoledì, 31 gennaio 2018 alle ore 15:00 (durata un’ora circa) “Ulisse e il ciclope Polifemo”
….dove si narra di come Ulisse e i suoi compagni scoprono la grotta di Polifemo, un gigante con un solo occhio al centro della fronte.
….di come Polifemo sbarra con un macigno l’uscita della caverna intrappolando i guerrieri achei.
….di come Ulisse e i suoi compagni, con astuzia e ingegno, fuggono dalla caverna legati sotto il ventre delle pecore.

Iscrizioni: Iscrizione obbligatoria direttamente alla Libreria al Ponte o telefonando allo 091 646 74 37

VI ASPETTIAMO NUMEROSI! LE VOSTRE MUSE!

La Voce delle Muse… appesa alla luna

La Voce delle Muse… appesa alla luna

Isabella Visetti e Andreas Barella pronti a parlare di intuito

Inizia con questa puntata di Appesi alla luna, la collaborazione di Andreas Barella (una delle tre Muse) con Isabella Visetti e la sua bella trasmissione in onda il lunedì sera tra le 21 e le 23 su Rete Uno della Radio svizzera di lingua italiana. Andreas porterà la sua visione mitologico-antropologica sui più svariati temi. Il 21 gennaio si è parlato di intuizione. Testo di presentazione: “Difficile definire l’intuizione, anche se tutti noi l’abbiamo provata almeno una volta nella vita. Molto indagata dalla filosofia, è un mix tra intelligenza e creatività, tra esperienza e sapere, che ci porta a trovare una soluzione a lungo ricercata o ci apre una via totalmente inesplorata. Ma come arriva il guizzo dell’intuizione? Aiuta solo gli artisti e i creativi o anche gli uomini di scienza? Dobbiamo sempre seguire un’intuizione? Anche in campo imprenditoriale?” Andreas Barella ne discute con Patrizia Pfenninger, designer in comunicazione visiva e con Marco Cagnotti, fisico e divulgatore scientifico. Al telefono Claudio Taddei, artista poliedrico e Lorenzo Ambrosini, direttore della Fondazione Agire.Prima parte della trasmissioneSeconda parte della trasmissione.