Monthly Archives: marzo 2017

Recensione a “Io, Claudio” e a “Il Divo Claudio” di Robert Graves

Recensione a “Io, Claudio” e a “Il Divo Claudio” di Robert Graves

Dalla copertina del volume: <<“Mi accingo a scrivere della mia vita; a partire dalla mia prima fanciullezza via via anno per anno fino a quella svolta fatale in cui, circa otto anni fa, mi trovai subitamente impegolato in una crisi che chiamerò ‘aurea’ e dalla quale non ho mai potuto districarmi.” Zio di Caligola, marito dell’infedele Messalina, padre adottivo e vittima di Nerone, l’imperatore Claudio inizia il racconto della sua vita, scritto proprio di suo pugno, e non affidato, com’era costume a quei tempi, a un oscuro segretario o a un annalista adulatore. Immaginaria autobiografia del grande imperatore, Io, Claudio rievoca i fasti, i costumi e la potenza della Roma imperiale, ma anche gli episodi grotteschi e le tragiche avventure di colui che, tra i dodici Cesari, ebbe la vita più movimentata. Primo “generalissimo” dell’impero, seguiremo Claudio nell’instaurazione della dominazione permanente della Britannia, nei palazzi dei deserti libici, per le strade di Roma, negli accampamenti dei Balcani, addirittura ad Antiochia in una casa infestata dagli spiriti.>>

Il romanzo di Graves è un’opera di fantasia anche se l’Autore afferma di aver attinto ai vari autori classici (Svetonio in primis) per lo sviluppo della trama. Il romanzo narra appunto le vicende di Claudio, dalla nascita alla sua elevazione, casuale e fortuita, al soglio imperiale. Il punto di vista del narratore è quello autobiografico dello stesso Claudio, che personaggio secondario della corte imperiale ne narra le gesta dal punto di vista di un ragazzo e uomo intelligente che viene considerato un idiota e uno storpio dai vari imperatori e membri della corte con cui entra in contatto. Nella narrazione impareremo a conoscere dal punto di vista personale personaggi quali Cesare Augusto con Livia Drusilla che è vista come un’oscura manipolatrice, l’imperatore Tiberio e il folle Caligola.

Molto azzeccata secondo me, l’idea di descrivere i fatti strani dal punto di vista magico e divino: spesso Claudio giustifica situazioni e comportamenti associandoli a influssi magici o dovuti all’intervento di qualche divinità e questo nonostante in altre occasioni si mostri scientifico e non incline alle spiegazioni “religiose” di fatti naturali o fatali. Questo miscuglio di visioni suona come realmente romano, anche se affermo così senza nessuna cognizione di causa. L’impressione è però quella di una complessità di visione tipica di un’epoca a noi sconosciuta e lontana.

Da segnalare le 13 puntate (io le ho viste in inglese, non so se esistono in italiano) dello sceneggiato “I, Claudius” prodotto negli anni 70 dalla BBC. Graves ha poi scritto un seguito al romanzo, Il Divo Claudio, che narra del regno di Claudio come imperatore e che termina con la sua morte. Una lettura consigliata a chi ha voglia di immergersi in un mondo lontano ma che presenta trame politiche degne di House of Cards.

Graves, Robert. Io, Claudio. 1934. Milano: Corbaccio, 1995. 400 pagine, 19,60 Euro

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Recensione a “I Miti Greci” di Robert Graves

Recensione a “I Miti Greci” di Robert Graves

Cominciamo con il dire che questo volume di Graves NON è un libro da leggere dall’inizio alla fine, come un romanzo ma è un’opera di consultazione da andare a prendere quando si vuole conoscere o rispolverare la propria conoscenza di un determinato mito greco. Se lo si legge per intero diventa un pesantissimo mattone: attenzione quindi a non associare la noia con la mitologia. Sarebbe un grave errore. La Voce delle Muse usa il libro di Graves per preparare i racconti mitologici che narriamo ai bambini, ma anche per preparare il lavoro con adolescenti e adulti.

Il grande pregio dell’opera di Graves è quello di presentare i miti in modo asciutto e stringato, senza interpretazioni o divagazioni. Questo concentrarsi sull’”inchiostro nero”, vale a dire sui fatti nudi e crudi e non su interpretazioni dei medesimi, permette al lettore di aggiungere facilmente l’”inchiostro bianco”, vale a dire il proprio vissuto personale e le proprie interpretazioni che si vanno a sommare alle immagini descritte dal mito.

I Miti Greci pur senza dover invidiar nulla ad altre raccolte analoghe condotte sulla scorta della filologia e dell’erudizione, ha un pregio fondamentale: i 171 capitoli che lo compongono si snodano con la sveltezza e il brio di “un racconto” ben scritto, di una rievocazione partecipe e disincantata al tempo stesso, di un mondo incantato e incantevole. E tutto senza “smitizzare” i miti, ma – al contrario – con la preoccupazione di salvaguardarne, assieme alla sostanza, anche il sapore, con uno stile e un piglio che debbono più alla grande lezione del “Ramo d’oro” di Frazer che forse al necessario ma anche triste lavoro di scavo di un Freud, di uno Jung, di un Kerényi…

Le note ai miti meritano un discorso a parte. Nelle note Graves tesse le sue teorie, interessanti e affascinanti, che cercano di collegare i miti a momenti storici e culturali del passato. Come poi farà nella Dea Bianca, Graves collega molti aspetti presentati nei miti al passaggio della società arcaica dal matriarcato al patriarcato e ai festival misterici legati alla celebrazione di riti propri di società stazionarie e dedite all’agricoltura, riti soppressi dagli invasori guerrieri venuti da nord. Miti in sé e note sono quasi due libri separati e vanno letti come tali.

Graves, Robert (1955). I Miti Greci. Longanesi, 1983. 22 Euro

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Recensione a “I miti ebraici” di Robert Graves e Raphael Patai

Recensione a “I miti ebraici” di Robert Graves e Raphael Patai

Un’affascinante analisi di alcuni episodi della Genesi biblica. Robert Graves, lavorando assieme a Raphael Patai, analizza la mitologia ebraica, e lo fa comparando le storie del Genesi (il Giardino dell’Eden, il Diluvio, Adamo ed Eva, i Patriarchi) con la mitologia sumerica sulla quale le storie ebraiche si innestano. Tutti gli episodi raccontati nella Genesi erano pre-eseistenti nella mitologia sumerica, in quella egizia, in quella persiana, nel mondo greco. Si parla naturalmente anche di Lilith, la terza incomoda nel Giardino dell’Eden, la donna che decide di non sottomettersi ad Adamo. Interessanti spunti di riflessione e di allargamento di visuale sulle storie bibliche.

I capitoli trattano di molti aspetti nascosti o solamente accennati nella Bibbia come la conosciamo, saziando la curiosità dei lettori e allargandone la visuale. Un lavoro notevole di inserimento dei racconti biblici nella loro cornice storico-mitologica. Non si tratta naturalmente, come per il volume sulla mitologia greca, di un libro da leggere dall’inizio alla fine, ma piuttosto di uno scritto da consultare di tanto in tanto per approfondire o arricchire l’interpretazione di alcuni episodi.

Graves, Robert e Raphael Patai (1963), I miti ebraici, Longanesi, 2013. 20 euro

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